Banche Centrali senza controllo: crisi globale imminente

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Per sei anni il mondo ha operato sulla base del convincimento secondo il quale le Banche Centrali avrebbero in qualche modo risolto i problemi conseguenti alla crisi del 2008.

Tutti gli argomenti erano a sostegno di questa diffusa teoria, ma si sa che non si può risolvere un problema di debito mediante l’emissione di altro debito. Se la tabella qui sotto ci illustra il problema prima del 2008 … non c’è modo di ritenere che le cose siano migliorate adesso. Dopo tutto, si sono appena aggiunti altri 10 trilioni di dollari al debito statunitense.fredgraph

Allo stesso modo, chiunque fosse dotato di un cervello funzionante potrebbe dirvi che un gruppo di accademici con nessuna esperienza del mondo reale, nessuno dei quali ha mai iniziato un business o creato un unico posto di lavoro, mai avrebbe potuto “salvare” l’economia. In effetti, solo pochi tra i presidenti della Fed avevano seguito una banca in precedenza, eppure sono i responsabili del sistema bancario.

Tuttavia, ci sono un sacco di soldi in gioco nel mantenere l’illusione di onniscienza delle Banche Centrali, così i media, le banche e i politici sono felici di propagandarle. Infatti, si potrebbe facilmente sostenere che quasi tutte le ricchezze e i poteri posseduti da quella classe dirigente sono conseguenza di tale finzione.

Non può essere quindi una sorpresa il fatto che nessuno voglia ammettere la verità: la Fed e altre Banche Centrali non solo non hanno la minima idea di come risolvere il problema, ma non hanno quasi motivo di farlo!

debitoQuesti sono i fatti:
1) Il vero problema per il sistema finanziario è la bolla dei bond. Nel 2008, quando scoppiò la crisi, ammontava a $ 80000000000000, ma da allora è cresciuta fino a oltre $ 100 trilioni.

2) Il mercato dei derivati che utilizza questa bolla come garanzia è di oltre 555 miliardi di dollari.

3) Molte grandi multinazionali, governi sovrani, e anche i Comuni hanno utilizzato i derivati per inserire a bilancio utili fittizi e nascondere i propri debiti. Nessuno è in grado di stimare con esattezza l’ammontare totale, ma dato che il 20% dei direttori finanziari aziendali ha ammesso di aver falsificato i guadagni in passato, è presumibile una cifra davvero imponente.

5ED1-CB-StanleyDruckenmiller4) Attualmente le aziende sono sotto una leva finanziaria più gravosa di quella del 2007.  Come Stanley Druckenmiller ha osservato di recente, nel 2007 le obbligazioni societarie totali ammontavano a 3500000000000 di dollari americani… oggi sono arrivate a 7.000 miliardi di dollari: un importo pari a quasi il 50% del PIL degli Stati Uniti.

5) Le Banche Centrali sono ora in una situazione di tensione finanziaria maggiore o uguale a quella che causò il famoso crac della Lehman Brothers, quello in cui anche 127 mila italiani vennero beffati. La Fed è indebitata per un rapporto 78 a 1. La BCE  26 a 1. Lehman Brothers venne dichiarata insolvente con un rapporto 30 a 1.

6) Le Banche Centrali non hanno idea di come rimediare agli errori conseguenti alle proprie strategie.

Stiamo andando incontro ad una crisi che sarà esponenzialmente peggiore 2008. Le Banche Centrali mondiali hanno letteralmente scommesso tutto sul sistema finanziario, ma le loro strategie hanno posto le basi per una crisi ancora peggiore, in cui interi Paesi andranno in bancarotta.
Questo processo è già iniziato all’estero.
Nel mese di gennaio 2015, la Banca nazionale svizzera (BNS), nell’ambito di un programma di QE (allentamento monetario), aveva optato per l’emissione di una quantità spropositata di soldi per difendere la propria valuta nelle transazioni internazionali. In un solo giorno, la BNS ha perso una somma di denaro valutabile tra il 10% e il 15% del PIL svizzero.
La prossima banca a perdere il controllo sarà la Banca centrale della Cina.

Fonte: http://www.zerohedge.com/news/2015-08-30/crisis-which-central-banks-lose-control-has-already-begun

Un mercato finanziario globale pronto ad implodere in un quadro di tensioni politiche, sociali e belliche  diffuse in tutto il Mondo, sembra il terreno migliore in cui poter imporre il Governo Unico Mondiale al quale la Massoneria Internazionale sta lavorando da tempi immemorabili. Le “maxi esercitazioni” della Nato programmate in Europa per l’imminente Autunno, annunciate successivamente ad altre azioni e dislocamenti di forze armate in punti strategici dell’ est Europa, del Medio Oriente e in Africa, fanno presagire la possibilità di scenari drammatici…persino olocaustici. Non vi è un luogo in cui rifugiarsi, ma vi sono infinite sedi in cui combattere, e sarebbe importante che le Nazioni disponessero della Sovranità monetaria e ripudiassero il debito verso gli organismi finanziari, strade da percorrere per non perdere ogni Sovranità nazionale e Stato democratico. (ndr)

Leggi anche: http://eskander.altervista.org/usa-cina-vittime-dei-mercati-e-pronte-alla-guerra/

Leggi anche: http://eskander.altervista.org/dalla-cina-con-timore/

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4 thoughts on “Banche Centrali senza controllo: crisi globale imminente

  1. Jean paul il said:

    Verissimo o gli stati riprendono a stampare moneta e rinnegando qualsiasi debito alle banche richiedendo il risarcimento oppure entreremo nel buco nero della miseria nera…

    • Siamo perfettamente d’accordo quindi su queste strade da percorrere. A Febbraio 2014 presentai una petizione sottoscritta da circa 5 mila cittadini che andava esattamente in quella direzione.

  2. Giulio Mario Palenzona il said:

    L’articolo mediamente mi piace, ma il punto in cui si tratta del caso svizzero ha preso fischi per fiaschi cmq
    Nell’episodio in cui si riferisce, la banca centrale svizzera INTENZIONALMENTE volle svalutare il suo franco (creando moneta in esubero) perché, saggiamente, poco prima si era sganciata completamente dall’oscillazione “vincolata” al valore dell’EURO. Lo aveva fatto appena prima che la BCE procedesse al massiccio acquisto di bond-spazzatura area euro (di stati tecnicamente falliti e forse anche di banche). Gli svizzeri probabilmente lo reputarono un passo del solido euro verso la spazzaturizzazione, il che la rendeva una relazione “pericolosa”, e presero le distanze, separandosene totalmente, in modo che il franco potesse continuare ad essere una valuta “RIFUGIO”. Sapevano però che si sarebbe notevolmente apprezzato, infatti lì per lì si impennò, e che sarebbe stato un danno alla capacità di esportare delle aziende locali ed una perdita di concorrenzialità : di conseguenza la banca centrale svizzera agì per svalutare appositamente il franco. Quindi tutt’altro che difendere il franco nel senso normale del termine (la quotazione) bensì per difenderne la natura di valuta solida-rifugio (le due cose sono solo in parte sovrapponibili). Non conta tanto l’apprezzamento o il deprezzamento rispetto ad una singola valuta anche standard, quanto piuttosto la percezione di solvibilità dei bond targati CH. Gli svizzeri hanno ritenuto di tagliare ogni ponte con la BCE perché a partire dal QE dell’ultima, la solvibilità del franco si sarebbe appannata, e ne hanno preso le distanze

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