I cittadini possono arrestare anche i politici

I cittadini possono arrestare i politici colti in flagranza di reato. In particolare, se un uomo politico sta commettendo un reato grave, compreso tra quelli per i quali la legge prevede l’arresto obbligatorio in flagranza, anche un semplice cittadino può arrestarlo e consegnarlo, senza ritardo, alla polizia giudiziaria. Va chiarito che la flagranza è lo stato in cui si trova chi:
  • è colto mentre sta commettendo un reato;
  • subito dopo aver commesso un reato, è inseguito dalla polizia o da altre persone (cosiddetta flagranza propria);
  • è trovato in possesso del corpo del reato o di cose (o tracce) dalle quali appaia evidente che egli abbia commesso un reato poco prima (cosiddetta flagranza impropria o quasi flagranza)

parlamento-illegittimo-arrestiamoliCi tengo a sottolineare che vi sono situazioni in cui il cittadino si trova in dovere di effettuare un arresto! L’arresto in flagranza è obbligatorio nel caso in cui un soggetto stia commettendo un delitto doloso (consumato o tentato) per il quale la legge stabilisce la pena dell’ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo a quattro anni e nel massimo a venti anni. È altresì obbligatorio per alcuni reati (espressamente previsti dal codice), anche se non rispondono ai requisiti di pena suindicati, ovvero:

  • i delitti contro la personalità dello Stato;
  • il delitto di devastazione e saccheggio;
  • i delitti contro l’incolumità pubblica per i quali è stabilita la pena della reclusione non inferiore nel minimo a tre anni o nel massimo a dieci anni;
  • il delitto di riduzione in schiavitù, delitto di prostituzione minorile, delitto di pornografia minorile previsto e delitto di iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile;
  • il delitto di violenza sessuale e delitto di violenza sessuale di gruppo;
  • il delitto di atti sessuali con minorenne;
  • il delitto di furto;
  • il delitto di rapina e di estorsione;
  • il delitto di ricettazione, nell’ipotesi aggravata;
  • il delitto di illegale fabbricazione, introduzione nello Stato, messa in vendita, cessione, detenzione e porto in luogo pubblico o aperto al pubblico di armi da guerra o tipo guerra o parti di esse e di esplosivi, di armi clandestine nonché di più armi comuni da sparo;
  • i delitti concernenti sostanze stupefacenti o psicotrope;
  • i delitti commessi per finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine costituzionale per i quali la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel minimo a quattro anni o nel massimo a dieci anni;
  • i delitti di promozione, costituzione, direzione e organizzazione delle associazioni segrete;
  • i delitti di partecipazione, promozione, direzione e organizzazione della associazione di tipo mafioso;
  • il delitto di maltrattamenti contro familiari e conviventi e di atti persecutori;
  • il delitto di promozione, direzione, costituzione e organizzazione della associazione per delinquere prevista.
Come ben sappiamo, Deputati e Senatori non possono essere arrestati senza l’autorizzazione della Camera cui appartengono, ma questa norma non vale se il politico è colto in flagranza di reato, per il quale è obbligatorio l’arresto. Questo cosa significa? Che un qualsiasi cittadino può arrestare un uomo politico che sta commettendo un reato e consegnarlo alla polizia. Nei giorni scorsi abbiamo assistito alla pittoresca pantomima inscenata dai cosiddetti “forconi” che, con poche decine di persone avvicinatesi alla Camera dei Deputati, avrebbero effettuato un maldestro tentativo di arresto di un politico. Non dico che il loro progetto fosse del tutto privo di legittimazione o motivazioni ma, a parte il probabile errore di persona, è chiaro che il loro livello di consapevolezza sia paritetico alle capacità di dialettica e coinvolgimento. diritti-umani-e1413362784216Senza spendere ulteriori parole per questi soggetti, che ritengo di dover associare alla categoria dei mitomani, sarebbe opportuno prendere coscienza che, nel mondo d’oggi, non governa il Diritto bensì la forza che, non di rado, parrebbe quasi legittimare azioni affatto corrette o lecite. Una posizione di Diritto, che dovrebbe già di per sé conferire forza, risulta essere di fatto insufficiente a garantirne il rispetto. Questo significa che, nella realtà dei fatti, per quanto ragionevole possa essere una posizione, se il soggetto che rivendica i propri diritti non possiede una “forza adeguata”, tali diritti verranno prevaricati. A chiarimento di queste mie considerazioni, è opportuno precisare che il termine “forza” non è sinonimo di “violenza”. Chi mi conosce sa anche quanto poco arrendevole io possa essere al cospetto del calpestio dei diritti di ogni singolo individuo e, ovviamente, in particolare di quelli personali o di chi amo. Da molti anni sostengo quella che definisco “lotta al Sistema”, riferito alle situazioni locali, nazionali e globali. I nemici dell’Umanità sono stati ben individuati e siamo in tanti a voler convergere le nostre forze per proporre una reale azione di liberazione dei popoli.
Abbiamo certezza che i cittadini di Italia e del mondo siano vittime di un unico nemico comune che sta imponendo la dittatura finanziaria globale. Organizzare un’unione di intenti e una strategia per liberarci dalla classe politica e dirigente italiana è un passo che si è reso indispensabile.
Restiamo in contatto.

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