Libertà: impariamo dall’Islanda

íslandsbankiIslanda – In primo luogo, l’Islanda ha imprigionato i suoi banchieri criminalmente coinvolti nella crisi finanziaria del 2008. Ora, ogni islandese riceverà un risarcimento con quanto realizzato dalla vendita di una delle sue più grandi banche…la Íslandsbanki. Se il ministro delle Finanze Bjarni Benediktsson otterrà il “via libera”- cosa che appare assai probabile – agli islandesi verranno versate 30.000 kr(poco più di 200 euro in realtà), a seguito dell’appropriazione da parte del governo della banca Íslandsbanki, che diverrà la seconda delle tre maggiori banche controllate dallo Stato.

iceland-protests-001I creditori avevano presentato la richiesta di vendere le proprie azioni della Íslandsbanki al governo islandese. La proposta aveva già dimostrato di animare molto il dibattito. La Íslandsbanki ha annunciato ieri che i principali cambiamenti rispetto al contributo di stabilità già proposto è cheGlitnir, che detiene il 95% delle azioni in Íslandsbanki hf, rinuncerà ai diritti conferiti dalle azioni in suo possesso”. Il Ministero delle Finanze ha spiegato più in dettaglio “i creditori della Glitnir propongono che l’intera quota di partecipazione posseduta venga trasferita allo Stato, che diverrebbe quindi proprietario della banca”. Il vice presidente della Commissione Bilancio ha detto ai giornalisti che non era particolarmente contento che il governo entrasse in possesso della banca, ma che egli crede possa essere un passo necessario verso la soppressione dei controlli di capitale. Questo è stato possibile perché gli islandesi hanno preso il controllo del proprio governo, ed è probabile che favorirà l’ingresso di capitale straniero in un paese che, per inciso, rimane l’unica nazione europea ad essersi pienamente ripresa dalla crisi del 2008.

Fonte: http://grapevine.is/news/2015/10/24/every-icelander-to-receive-30000-isk-from-bank-sale/

Islanda-vs-UE1L’esempio islandese, per quanto qualcuno sostenga che si tratti di una “piccola isoletta”, traccia una linea che andrebbe seguita da tutti quei paesi che si volessero liberare della dittatura finanziaria in atto, garantita dall’asservimento e dalla collusione delle classi politiche e dirigenti responsabili del vero e proprio tradimento dei principi democratici e costituzionali dei propri Paesi.

I popoli sono liberi quando esercitano democraticamente la propria sovranità. (a.g.)

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