Libero e ribelle

schiavi

Il mondo mi diceva che ero io quello sbagliato;
ovunque mi muovessi sempre intralci sui miei passi.
Gli insegnanti con i preti e i loro dogmi scritti in versi,
alternati a poliziotti con gli scudi e i manganelli.
 
Ogni giorno combattevo senza aver nemico certo,
per qualcosa che sentivo certamente essere ingiusto.
Fuori norma…quella loro, che mi voleva un uomo morto,
anche oggi posso dire di esser vivo e mai risorto.
 
Ogni giorno che ho vissuto mi sembrava essere vero,
nonostante tutto intorno io vedessi solo il caos;
con un passo motivato dal suo ritmo quasi alieno,
ho attraversato molti spazi senza perdere mai tempo.
 
Il Sistema non ti vuole consapevole e cosciente:
esso impone l’ignoranza che preserva il suo potere.
Lui ti vuole far girare nella ruota del denaro
e con la scusa del lavoro ti riduce a un vero schiavo.
 
Un inganno colossale che scoprii sin da bambino:
molte cose vengon fatte senza che vi sia bisogno;
dei problemi son creati per proporre soluzioni,
tanta gente non è viva perché dentro a questo sogno.
 
Scrivo versi e compio gesti che qualcuno vede folli,
che mi addita e lancia pietre quasi sempre alle mie spalle;
io lo sento e anche vedo pure quando è più nascosto,
ma non perdo un sol momento nelle insidie dello stolto.
 
Ho un progetto di oltre vita che ritengo essere in atto,
come se l’ameno spazio fosse solo un breve passo.
Attraverso questo mondo per lasciarvi un mio ricordo,
certo che ci sarà un giorno in cui direte “non è morto”. (a.g.)
 
 
A dopo…a sempre.

 

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