Trump Vs Goldman Sachs: una farsa pazzesca!

ipersonic-war-1-e1482681918253Durante ila campagna per le presidenziali 2016, i toni Repubblicani risultavano piuttosto beceri, immaturi, intellettualmente inconsistenti e sostanzialmente privi di contenuti ideologici o politici. Possiamo serenamente dire che Donald Trump si sia rivelato un artista della truffa. Prima di tutto, si è sostanzialmente eretto a paladino del proletariato come se non si fosse occupato d’altro in vita sua, eppure risulta che abbia costruito il suo impero nel settore immobiliare, acquisendo, edificando e commercializzando abitazioni ed alberghi a Manhattan prima, in tutto il mondo poi. A proposito di questo ed altri aspetti, mi sono sempre trovato concorde con chi riteneva ci fossero analogie tra il Trump americano e Berlusconi: profilo professionale, caratteriale e politico con molti aspetti in comune, non ultimo l’atteggiamento verso l’universo femminile, per quanto Trump risulti meno ipocrita dal mio punto di vista.

Affatto stupito per quanto si va configurando, a conferma di quanto teorizzai a proposito della sostanziale equivalenza dei candidati Clinton e Trump, la nuova squadra di governo del neo Presidente degli Stati Uniti annovererà i soliti uomini di fiducia del sistema finanziario dominante, fortemente legati a quell’organismo finanziario che più lo rappresenta agendo sotto il nome di Goldman Sachs. quote-ambition-is-your-inner-voice-that-tells-you-you-can-and-should-strive-to-go-beyond-your-lloyd-blankfein-72-11-64In barba all’annuncio di fine campagna con cui Trump, per altro tacciato di antisemitismo, espose la foto del noto funzionario di Goldman Sachs, l’ebraico Lloyd Blankfien, intonando: «Si tratta di una struttura di potere globale che è responsabile per le decisioni economiche che hanno impoverito la nostra classe operaia, spogliando il nostro paese della sua ricchezza per mettere quei soldi nelle tasche di un pugno di grandi aziende ed enti politici ».  Questo discorsetto sarebbe potuto apparire quasi come un atto straordinario…una sorta di virtuosismo da parte di Trump, ma non mi sono illuso per un solo istante che costui potesse davvero agire per la rivoluzione che intendo io…sia ben chiaro!  Ho subito pensato alla solita “truffa di Sistema” e la conferma non sarebbe potuta tardare molto. Nel contempo, prendo atto del fatto che, nonostante Trump sia un miliardario con molti amici e profondi legami, (per non parlare di debiti), tra i ricconi di Wall Street, un uomo che ha costruito la sua carriera calpestando i lavoratori quando i loro interessi non coincidevano con la propria ricerca di profitti, ebbene costui è stato in grado di illudere qualcuno, tanti per la verità, di poter essere il salvatore delle tute blu americane. Ora basta esaminare la formazione di Governo che si va configurando per capire che si è trattato di un semplice stratagemma  per ottenere consenso nella classe operaia bianca provata e risentita a causa dei morsi della crisi. Ciò nonostante, a discapito delle aspettative suscitate dal neo Presidente, dopo anni di vani tentativi per sganciare la Casa Bianca dall’influenza di Wall Street – dall’indomani del crisi finanziaria globale del 2008 – l’era di Trump presagisce un’ inquietante quanto paradossale inversione di tendenza.

color-goldman-sachs-wall-stRicordato che, tra tutte le banche di investimento di Wall Street, Goldman Sachs è quella che si pone tra le più pericolose, al punto di meritarsi dalla rivista Rolling Stones l’appellativo di «la grande piovra vampiro», pensando ai temi e alle parole del neo Presidente degli Stati Uniti, cosa si può dire della nomina a capo della strategia politica dell’ex Goldman, Steve Bannon? E riguardo alla scelta come segretario al Tesoro di tale Steven Mnuchin? (altro ex dipendente di Goldman Sachs). Stupisce forse che il presidente di Goldman Sachs, Gary Cohn, sarà direttore del Consiglio Economico Nazionale della Casa Bianca di Trump?!?! Si tratta dello stesso Trump che andava dicendo che Goldman Sachs aveva «il controllo totale dei suoi rivali Clinton e Cruz»? Trump faceva spesso riferimento alla Clinton e Goldman Sachs accusandoli di incontrarsi «in segreto con le banche internazionali per tracciare la distruzione della sovranità degli Stati Uniti». Ma come l’ex responsabile di campagna del Trump Corey Lewandoski ha ammesso: «Questo è il problema con i media: Voi ragazzi prendete alla lettera tutto ciò che Donald Trump dice».

In conclusione: Unione Europea e Stati Uniti sono alle mercé degli organismi finanziari internazionali.

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