Troppo petrolio: lo “parcheggiano” in mare

Come riferito dal Financial Times, “la quantità di petrolio attualmente in mare è almeno il doppio di quella di inizio anno, ammontando all’equivalente di un giorno di fornitura mondiale”. In breve: la sovrabbondanza di greggio globale è tale da renderne difficoltoso lo stoccaggio, e si manifesta in una flotta di superpetroliere colme di milioni di barili di petrolio semplicemente “ospitati” in mare…in attesa di conoscere il proprio destino. In conclusione, questo ha portato alla concentrazione nell’area di Galveston di quasi 40 navi cisterna di greggio, con una capacità di carico combinato di 28,4 milioni di barili, in attesa di attraccare a un porto. Ecco come si presenta la situazione:galveston jam_0

Questo non è altro che l‘ennesimo segnale che il mondo sta esaurendo la propria capacità di smaltire questa fonte di energia che “qualcuno” ha imposto come primaria. Mercoledì scorso, tre navi cisterna in rotta dal Golfo verso l’Europa hanno fatto qualcosa di strano: si sono fermate e hanno invertito la rotta in mezzo all’oceano per riprendere la direzione da cui erano partite! atlantic titanCome riferito da Reuters: “Almeno tre navi cisterna da 37.000 tonnellate – la Vendome Street,l’Atlantic Star e l’Atlantic Titan – hanno fatto inversione di marcia nell’Oceano Atlantico nei giorni scorsi per tornare ad ovest”. La Vendome Street si trovava effettivamente a circa 800 miglia dal Portogallo,avendo coperto circa il 75% del tragitto, prima di voltarsi di scatto. “Alcune agenzie marittime hanno ammesso che una svolta così tardiva nel viaggio comporta notevoli costi per il noleggiatore”, osserva Reuters.

Il problema: prezzi bassi, incapacità di stoccaggio e domanda debole.

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Ancora da Reuters:

“I prezzi del diesel europeo e i margini di raffinazione sono crollati negli ultimi giorni ai minimi degli ultimi sei anni, in quanto il mercato è stato travolto dalle importazioni da enormi raffinerie degli Stati Uniti, della Russia, l’Asia e il Medio Oriente. Allo stesso tempo, le temperature insolitamente miti in Europa e Nord America hanno ulteriormente limitato la domanda di gasolio e olio combustibile. Le scorte di gasolio del centro di stoccaggio di Amsterdam-Rotterdam-Anversa, che includono diesel e gasolio da riscaldamento, hanno conosciuto il proprio livello record la scorsa settimana. Ed ecco l’inquietante grafica del traffico navale:

Vendome StreetVendome Street_0

Atlantic TitanAtlantic Titan_0
Alla luce di questa situazione, è chiaro che le petroliere scaricheranno i propri carichi di diesel nella costa del Golfo o attendono nuovi ordini, ma quello che stiamo vedendo è un eccesso di fornitura così acuto che le petroliere fungono letteralmente da magazzini erranti, in quanto non vi sono richieste delle circa 250.000 tonnellate di gasolio ancorate al largo dell’ Europa e nel Mediterraneo. L’idea di questa gente è di mantenere le petroliere in acqua il più a lungo possibile in attesa di una ripresa del mercato. Dicono di voler ridurre le emissioni di Co2, ma continuano ad estrarre 1,6 milioni di barili di petrolio al giorno oltre il necessario e, in mancanza di luoghi in cui stoccarlo, usano le petroliere come magazzini. Più criminali che pazzi!

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