Democrazia “zero”: Resistenza e governo d’emergenza popolare

53d521cc-8816-11e4-b064-a02e4007228eLe rete è uno sfogatoio senza fine per il Movimento 5 Stelle e per tutti i consapevoli di una democrazia che non c’è, di Diritti Umani e Costituzionali violati, dell’usurpazione di potere in atto e della corruzione dilagante. Eppure stiamo qui a suonarcela e cantarcela tra di noi e, quel che è peggio, ci sono tante persone che appaiono impegnate in una campagna elettorale perpetua. Siete ladri di tempo? Incapaci? Collusi con questo Sistema? cyberbullying

Io penso che chi sta in Parlamento considerandosi illegittimo dimostrerebbe coerenza uscendone! La lotta di RESISTENZA va combattuta insieme alla gente comune: nei campi, nelle aziende, nei centri urbani e, quindi, nelle sedi Istituzionali con un Popolo indignato e consapevole, pronto per un’alternativa al Sistema come quella di un Governo popolare di emergenza nazionale, una “squadra” legittimata perché condivisa da tutte le persone che potranno unirsi in Comitati Popolari Cittadini di riferimento e, dopo aver messo sotto giudizio e confiscato i beni a tutti i responsabili dei crimini contro l’Ordinamento Democratico, dalla truffa semantica riferita al finanziamento pubblico ai Partiti, alla sottoscrizione di Trattati Internazionali Illegittimi, alla promulgazione di leggi anticostituzionali, (legge elettorale “Porcellum”, “pareggio di bilancio”, Ddl “sblocca Italia”, riforma costituzionale, Ddl “Buona Scuola”), solo dopo aver reso innocue queste persone, il Paese potrà tornare al voto, nel rispetto dell’unica legge elettorale vigente, peraltro rispettosa della nostra Costituzione: il Porcellum cassato…per l’appunto.

Molti si chiederanno ora da chi potrebbe essere costituito tale Governo d’emergenza, e a quale organismo democratico dovrebbe fare riferimento. Premesso che mi sento così risoluto da proporvi in seguito una rosa completa di persone e personalità condivisibili e discutibili per ogni dicastero, è fondamentale creare dei presupposti che siano garanzia di democraticità, perché è chiaro che non si può pensare di uscire da una dittatura proponendone una di tipo diverso.

Il presupposto fondamentale che dovrebbe unire in una civile lotta di liberazione le persone che vivono sul territorio nazionale sono la consapevolezza che vi sono in atto dei crimini, e la volontà di porvi fine proponendo un’alternativa democratica rispettosa dell’ordinamento giuridico italiano, disconoscendo la Legittimità dell’ attuale Parlamento e delle azioni di Governo successive alla sentenza di incostituzionalità della Legge Elettorale che li ha generati.

Per Comitati Popolari Cittadini mi riferisco ad assemblee di persone riunitesi nei propri territori nel rispetto della Costituzione Italiana. A tali congressi avranno Diritto di partecipare i rappresentanti di tutte le comunità presenti sul territorio, a prescindere dalla propria nazionalità, etnia o religione, tutte le categorie sociali e produttive. Realizzare un simile progetto non è così difficile: basta contattare i rappresentanti del maggior numero possibile di comunità, associazioni di categoria etc, e organizzare un’assemblea in seno alla quale definire le poche ma indispensabili regole democratiche, e un progetto propositivo con pochi quanto essenziali punti programmatici, aventi come fari la Carta dei Diritti Universali dell’Uomo e la Costituzione Italiana.

L’Unione Nazionale dei Comitati Popolari Cittadini potrà nominare propri rappresentanti che interagiranno con la squadra di Governo che, ambiziosamente propongo di seguito:

Presidente della Repubblica: Ferdinando Imposimato

Presidente del Consiglio: Luigi Di Maio
Ministro delle Finanze e delle Politiche economiche: Antonio Maria RInaldi
Ministro degli Interni: Antonio Ingroia
Ministro delle “Controriforme”Costituzionali: Paolo Maddalena
Ministro della Sanità: Gino Strada
Ministro degli Esteri: Alessandro Di Battista
Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali: Elly Schlein
Ministro della Giustizia: Roberto Scarpinato
Ministro della Difesa: Giulia Sarti
Ministro Infrastrutture e Trasporti: Alfio Marchini
Ministro della Pubblica Amministrazione: Laura Castelli
Ministro dello Sviluppo Economico: Lidia Undiemi
Ministro della Pubblica Istruzione: Diego Fusaro
Ministro dell’Informazione Pubblica: Oliviero Beha
Ministro delle politiche agricole e alimentari: Stefano Vignaroli
Ministro del’Ambiente: Jacopo Fo
Ministro dei Beni Culturali: Oliviero Toscani
governo demergena
La condizione imprescindibile perché questo tipo di proposta sia attuabile è la partecipazione del Movimento 5 Stelle, che ritengo debba rendersi promotore della nascita dei Comitati Popolari Cittadini, uscendo dalla sede Parlamentare ed aprendosi a tutte le componenti che vorrebbero partecipare a questa vera Rivoluzione pacifica. Sono perfettamente consapevole di poter divenire oggetto di alcune critiche, illazioni, calunnie o peggio, ma la situazione in cui viviamo è talmente surreale che ho sensazione che saranno proprio le proposte più audaci a poter incontrare la più ampia condivisibilità e, a prescindere da quanto mi potrà essere rivolto, nessuno potrà mai sospettarmi di incoerenza, in quanto le mie idee e proposte le ho sempre portate avanti in modo trasparente e disinteressato. A dopo…a sempre.

2 thoughts on “Democrazia “zero”: Resistenza e governo d’emergenza popolare

  1. È UN’ANALISI GIUSTA. ANCH’IO CI PENSAVO QUANDO DA QUALCHE GIORNO HO COMINCIATO A SCRIVERE SUL BLOG DI GRILLO. SPESSO HO SOLLECITATO A SOLLEVARCI “CON INTELLIGENZA”. MA NOI ITALIANI NON SIAMO UN POPOLO UNITO. LA STORIA CI DICE CHE SIAMO DEI RIVOLTOSI E NON DEI RIVOLUZIONARI, NEANCHE IN FORMA PACIFICA E DEMOCRATICA RIUSCIAMO AD ESSERE UNITI. IL TUO PROGETTO È POSSIBILE IN UNA FRANCIA O PAESE NORDICO. QUESTO NON PER DEMOLIRTI, MA CERCO DI ESSERE OGGETTIVA E CRITICA. MAGARI!