CIA favorisce l’esportazione di oppio dall’Afghanistan?

afghanAlcune voci insistono nel sostenere che la CIA aiuterebbe l’esportazione dell’oppio dall’Afghanistan.

Nonostante i miliardi spesi per sradicare le coltivazioni di oppio in Afghanistan, la raccolta è più diffusa che mai, portando molti a chiedersi se alcune forze americane svolgano effettivamente un’appropriata azione deterrente. Nel mese di luglio, il “Centro di Controllo del disagio” ha riferito di indici record di mortalità da eroina negli Stati Uniti. “L’uso di eroina è più che raddoppiato tra i giovani adulti di età 18-25 negli ultimi dieci anni”, ha riferito il CDC. afghanistan-1Nello stesso mese, è stato segnalato che la produzione di oppio in Afghanistan è più fiorente che mai, riuscendo a coprire il 90% della fornitura mondiale della pianta da cui viene ricavata l’ eroina. Questo aumento della produzione non sarebbe stato immaginabile prima dell’invasione guidata dagli Stati Uniti, e si sta attuando nonostante gli 8,4 $ miliardi spesi negli sforzi antidroga dagli USA, appositamente investiti per spazzare via la produzione di oppio in Afghanistan.

U.S. Marines, from the 24th Marine Expeditionary Unit, patrols through a poppy field near the town of Garmser in Helmand Province of Afghanistan Thursday May 1, 2008. (AP Photo/David Guttenfelder)

U.S. Marines, from the 24th Marine Expeditionary Unit, patrols through a poppy field near the town of Garmser in Helmand Province of Afghanistan Thursday May 1, 2008. (AP Photo/David Guttenfelder)

Infatti, come riportato dal Global Post dell’ottobre 2014, nonostante la presunta vigilanza degli Stati Uniti, l’industria dell’oppio si è estesa in nuove aree dell’Afghanistan, e i coltivatori si avvalgono di tecnologie agricole moderne, avanzate. Molte foto che circolano già dal 2010 mostrano alcuni soldati americani che pattugliano campi di oppio, ma non è da ciò che si può dimostrare il coinvolgimento reale degli Stati Uniti. Come osservato da Abby Martin in un’indagine del 2014, mentre i talebani avevano completamente debellato l’industria dell’oppio,essa è prosperata pochi mesi dopo che le forze americane hanno sostituito il governo da loro guidato nel 2001. Martin ha notato che la CIA è stata a lungo legata al commercio mondiale di droga, settore in cui è accusata di mettere più impegno nel controllo piuttosto che nell’azione di sradicamento delle sostanze illecite. Ha aggiunto,
war_on_drugs_scam“Prove circostanziali a parte, non vi è alcuna prova conclusiva che la CIA sia fisicamente coinvolta nel commercio di oppio dall’Afghanistan. Tuttavia, è difficile credere che in una regione militarmente occupata dagli Stati Uniti – con posti di guardia e droni di sorveglianza di monitoraggio sulle montagne di Tora Bora – non si possa essere in grado di tracciare le rotte di approvvigionamento dell’oppio esportato da varie fattorie di papavero del paese (e si sa quali sono le forze armate Usa di guardia). “
Secondo un rapporto di gennaio del Mother Jones, l’agente della DEA Edward Follis, impegnato in Afghanistan nella lotta al traffico di droga, ha riferito che si sono verificati ripetutamente conflitti tra DEA e agenti della CIA.  Follis dice “Ho lavorato quasi ovunque nel mondo trovando statica l’azione della CIA, con cui ho spesso lavorando sullo stesso terreno, ma con diversi parametri legali e morali … Agiscono completamente nell’ombra“. 

Tra i gruppi che traggono profitto nella lotta al commercio dell’oppio afgano emerge il gruppo di  Academi, meglio conosciuto con il suo nome precedente di “Blackwater”. Nel mese di aprile, RT ha riferito che Academi ha percepito 569 milioni di dollari per agire contro il traffico di droga dall’Afghanistan.

“La nota compagnia militare privata è stata la più grande beneficiaria della spesa antidroga nel paese devastato dalla guerra”.

Fonte: http://www.zerohedge.com/news/2015-09-26/rumors-persist-cia-helps-export-opium-afghanistan

In considerazione di tutto quanto sopra, ritengo prendano maggiore consistenza le tesi secondo cui il caso dell’omicidio di Melania Rea possa essere collegato al traffico di droga, ritenendo possibile che la caserma in cui prestava servizio il marito Salvatore Parolisi potesse fungere da base di stoccaggio dell’eroina importata dall’ Afghanistan, così come fortemente teorizzato dall’ex Magistrato Paolo Ferraro.

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